Recensione a cura del blog “L’antico calamaio”

Anime Eterne” è un romanzo lungo e complesso. Ammetto di aver un po’ faticato, almeno agli inizi, a ingranare con la lettura. Ambientazioni temporali diverse, tanti personaggi di cui subito sono incerti i legami… Proseguendo con la lettura, però, mi sono lasciata prendere dalla narrazione, divorando il romanzo sino alle pagine conclusive.


“Quando una persona muore, è sbagliato credere di averla persa per sempre,
perché le anime non muoiono mai e prima o poi si ritrovano”.

Il romanzo ci narra le vicende di personaggi vissuti in tre epoche differenti e accomunati dal legame spirituale che li unisce: Stefan e Serafine, Edwina e Vernon, di nuovo Vernon ed Elettra. Il loro amore è destinato a durare per sempre, anche se mille difficoltà impediscono le due anime gemelle di stare insieme.

“Anime Eterne” si apre con la narrazione ai tempi di Vlad III detto l’Impalatore, conosciuto anche come Dracula. Atto primo. Qui faremo la conoscenza di Stefan e Serafine, due giovani che ben presto s’innamoreranno, scoprendo di essere fatti gli uni per gli altri. Il loro amore, però, sarà messo a dura prova… Secondo atto del romanzo: America, anni Novanta del nostro secolo. Elettra è una giovane ragazza che da un po’ di tempo soffre di alcuni incubi ricorrenti, dove vede una donna venire rincorsa da qualcuno e cadere nel vuoto. Ben presto, si scoprirà che questi incubi sono molto di più… Atto terzo: America, anni Cinquanta. Edwina ha la passione della danza e questo la porterà a conoscere l’enigmatico Vernon, presidente del teatro dove la ragazza avrà un provino. Tra i due nasce subito un forte legame. Non posso di certo dirvi che cosa accomuna tutti questi personaggi, vissuti in epoche differenti, perché cadrei nello spoiler. Avrete compreso, però, leggendo questa breve trama, la complessità del romanzo di Lina.

Devo constatare la bravura dell’autrice a intrecciare una trama così complicata, fatta di molti personaggi principali e altrettanti secondari: tutti hanno un legame che li unisce, e le loro vite sono legate le une alle altre. Ma questo il lettore lo scoprirà solamente leggendo il romanzo fino alla fine, rimanendo spesso con degli interrogativi i quali avranno risposta soltanto proseguendo con la lettura.
Mai una volta Lina è caduta nella banalità, in questo romanzo.
Nulla è lasciato al caso.

Il romance lascia lo spazio all’horror. E quale creatura del male può essere più idonea a essere raffigurata nel mondo di Dracula? Ovviamente, il vampiro. Come ho già avuto modo di dire in recensioni passate, apprezzo molto la figura del vampiro, anche se sono una “purista”, ossia prediligo il vampiro “classico”, tra bare, aglio e paletti. Ma mi è molto piaciuta la raffigurazione del vampiro come descritta nel romanzo “Anime Eterne”: una creatura non per forza cattiva o crudele, un essere molto vicino all’uomo, la cui essenza sembra quasi una malattia, dalla quale esiste la speranza di poter guarire.
L’essere vampiro inteso come malattia del sangue.
L’essere vampirizzato inteso come il contagio di un virus.

Anche in questo caso, Lina è riuscita a trasporre sulla carta una teoria i cui aspetti medici e biologici sono stati trattati perfettamente, con una buona conoscenza dell’argomento che ha evitato fastidiosi buchi di sceneggiatura o situazioni spiacevoli dove un autore parla di qualcosa che non conosce.

“Se sono veramente anime gemelle, certo che gli sarà concessa quest’opportunità.” Le parlò con tono profondo. “E proprio come noi, torneranno a vivere nel luogo e nel tempo più opportuno per poter stare di nuovo insieme perchè dopotutto…” esitò qualche istante, “tutte le anime sono eterne.”

Il filo conduttore di tutto il romanzo è senz’altro l’amore. “Anime Eterne” è un romance che va oltre i confini del tempo è dello spazio: è un vero e proprio inno all’amore, quello con la A maiuscola, quello eterno. Un po’ come le anime gemelle, che sono anime eterne. Il messaggio che l’autrice vuole lasciarci è un’apologia dell’amore fiabesco e immortale, quello che ci sarà sempre, che supererà ogni difficoltà. Il romanzo parla al cuore delle più romantiche e sognatrici, e fa sperare tutte di poter incontrare, un giorno, la propria anima eterna.

I personaggi molto bene caratterizzati: Elettra, e come lei Edwina, è la classica ragazza che vive ancora nel mondo dell’innocenza. E’ un’anima pura, semplice e ancora bambina. D’altra parte, però, ha un carattere forte, che l’aiuta ad andare avanti nelle numerose difficoltà. L’esatto opposto è Vernon: cupo, misterioso, il classico bad boy spezzacuori che nasconde un animo gentile… e un oscuro segreto. Un merito a parte va a Erik, il fratello di Elettra, che è anche la voce narrante di gran parte del romanzo. Un giovane che ha a cuore la vita e la salute della sorella, e che farebbe di tutto per lei. E’, forse, il personaggio che ho apprezzato maggiormente. Spesso, infatti, Elettra (ma anche Edwina) mi è sembrata cadere nella figura della bambina viziata cui tutto è dovuto. Mentre Vernon non mi ha lasciato un forte impatto – forse perché io non sono attirata dai bad boys dal cuore nobile.

Come ho già scritto, la trama è complessa ma bene articolata: forse alcuni punti sono più oscuri e forse avrebbero necessitato una spiegazione migliore ma, tutto sommato, essendo il romanzo molto lungo e intricato, questi punti non hanno inficiato molto la narrazione principale.

In definitiva, “Anime Eterne” è un romanzo che ho molto apprezzato, e che consiglio a tutte le amanti del romance paranormale e soprattutto alle inguaribili sognatrici.

http://anticocalamaio.blogspot.it/2016/02/recensione-anime-eterne-di-lina-giudetti.html?m=1